Sua maestà il cervello

Immagine tratta da REAL BODIES Catalogo Ufficiale

In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto.
Antifonte, filosofo greco del V secolo a. C

Il cervello di un uomo adulto pesa circa 1,5 kg (2% del peso corporeo), è fatto di circa 86 miliardi di cellule nervose (i neuroni) – alcune lunghe anche più di un metro – interconnesse tra di loro.

Il cervello è forse l’oggetto più complesso dell’universo. E’ meraviglioso perché non c’è nulla, nell’intero universo, che possa eguagliarlo per complessità.C’è chi pensa che il cervello umano non potrà mai spiegare completamente le sue stesse operazioni. Una famosa citazione recitava: “Se il cervello umano fosse così semplice da capire, saremmo così semplici che non ci riusciremmo”.

Di fatto è il cervello a determinare in larga misura chi siamo e cosa facciamo. 

La capacità di prendere decisioni, la disciplina, le relazioni e, non solo conoscenza, emozioni, affettività, memoria, volontà, linguaggio, ma anche coscienza, autocoscienza e mente, sono tutti eventi dell’attività cerebrale.La struttura del cervello non sembra avere nulla di innato.

Contrariamente a ciò che si pensava solo 30 anni fa, il cervello non è completamente formato alla nascita: l’educazione e l’apprendimento esercitano una forte influenza sulle sue capacità future. La crescita di ogni regione del cervello dipende in larga parte dalla stimolazione che riceve e, quindi, dalla possibilità di creare nuove sinapsi.

Il cervello insomma, si costruisce in base all’esperienza

Il cervello cambia. Cambia continuamente. Ogni secondo che passa, incluso questo. Basta guardare un documentario, leggere un libro, assistere a una conferenza o fare due chiacchiere al bar con gli amici: ogni nuova informazione, ogni nuova esperienza, ogni deduzione fa sì che, nel microcosmo nanoscopico dei neuroni, qualcosa si muova. Il segreto dell’intelligenza si chiama plasticità. 

C’è chi scherza dicendo che il cervello umano è l’unico contenitore al mondo dove, più liquido ci versi, più ne contiene. Eppure è proprio così, per diversi motivi. Conoscere più di una lingua, imparare a suonare uno strumento o in generale usare attivamente la memoria per imprimerci cose nuove- oltre a rallentare l’invecchiamento neuronale- migliora gradualmente la capacità di apprendimento: più liquido metti nel contenitore, più diventa facile aggiungerne altro. E poi apprendere, capire, approfondire anche addirittura cambiare radicalmente idea o posizione, aggiunge qualcosa al cervello, visto che lo cambia fisicamente: si creano nuove connessioni neuronali e le sinapsi si riorganizzano. 

Quindi se è vero che il cervello produce la cultura. E’ anche vero che la cultura cambia fisicamente il cervello. E rispetto alla domanda: conta di più la natura impostata dal DNA o l’ambiente? Per quanto sia un quesito insidioso, possiamo rispondere con sicurezza che contano entrambe. Il carattere, il talento, le capacità non sono statiche nel corso della nostra vita. Anzi, dobbiamo sempre di più coltivare l’idea che il carattere si può migliorare, il talento si può coltivare, le capacità si possono accrescere e così via.

Così, il cervello diventa più intelligente se crede di poter diventare più intelligente.