Il rispetto

 

 

Sempre più di frequente, nella mia attività clinica, capita di trovarmi di fronte a genitori che riportano le loro difficoltà nella gestione educativa dei figli: “non ci ascolta, non riconosce l’autorevolezza di noi genitori ”.

Non si fa riferimento alle ribellioni tipiche dell’età adolescenziale e dintorni, ne’ tanto meno alla eccessiva vivacità e al non rispetto di alcune regole, no in questi casi si parla di totale mancanza di rispetto, QUEL rispetto. 

Sarebbe un errore generalizzare, ogni caso è a se’ e ogni figlio ha una famiglia e ancor prima una storia, ma credo
fortemente che essere genitore non dia automaticamente diritto a ricevere rispetto da parte dei propri figli.

Il rispetto si ottiene, non si chiede. 

L’autorevolezza va conquistata. 

I figli sanno chi sei e quando intuiscono che dici cose vere, che sei affidabile, che sei interessato a loro, più che alle (loro)
performance, te la danno loro l’autorità. 

La vera educazione, non passa attraverso le regole, gli ordini, i manuali di istruzione, l’educazione più efficace è quella che
non si dice, si fa. 
I figli si educano attraverso la nostra vita, le nostre abitudini, il nostro linguaggio, la nostra mimica. 

Credo davvero che il miglior vaccino per prevenire importanti conflitti familiari sia iniettare, trasmettere V I T A, amore,
amore per la cultura, curiosità, passioni.

Forse c’è bisogno di parlare più alle loro anime che non alle loro teste.
E' importante fargliela sentire quella passione, illuminarsi, accendersi.
I figli lo sentono.

Fonte: https://www.linkedin.com/pulse/i-l-r-p-e-o-giusi-sellitto